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allenamento funzionale gravidanza e post parto
Allenamento al Femminile

Guida all’allenamento funzionale in Gravidanza e Post Parto

Benefici e controindicazioni dell’Allenamento Funzionale in Gravidanza

La gravidanza rappresenta per la donna un periodo molto importante ma altrettanto particolare e delicato.  L’allenamento funzionale svolto regolarmente e con criterio durante la gravidanza può aiutare ad apportare notevoli benefici, mantenere l’aumento di peso entro i parametri ideali e di conseguenza aiutare a prevenire diversi rischi.
In particolare le donne attive che già praticano allenamento funzionale, ma anche quelle che iniziano questa attività durante la gestazione, riscontrano i seguenti benefici dati dal Woman Functional Training®:
– aumento della stabilità articolare, in particolare a carico del cingolo scapolo omerale, utile per la prevenzione dell’ipercifosi post-parto
– diminuzione delle algie apportate dalla gravidanza come il mal di schiena
– condizionamento della forza resistente necessaria per la gravidanza, parto e post-parto
– raggiungimento di un buon condizionamento psico-fisico
– contenimento dell’eccessivo accumulo di adipe
– ritorno attivo in forma post-gravidanza
Per cui le puerpere senza complicazioni mediche che praticano Allenamento Funzionale Femminile costruito su misura possono continuare ad allenarsi durante la gravidanza e post-parto senza alcuna conseguenza negativa per il bambino ma al contrario riscontrare notevoli vantaggi da questa attività. Tuttavia ci sono delle situazioni particolari in cui è sconsigliato un programma di allenamento funzionale:
– crescita lenta dell’utero (I.U.G.R) in quanto l’energia necessaria all’allenamento è necessaria per la crescita dell’utero
– ipertensione indotta dalla gravidanza
– perdite di sangue durante il 2° o 3° trimestre
– parto prematuro
– rottura prematura delle membrane
Anche nel caso di tachicardie, nausea, perdita dei fluidi vaginali, sensazioni di svenimento e eccessive alterazioni delle temperature corporee l’attività deve essere interrotta.

Cambiamenti anatomo-fisiologici della gestante


La gravidanza rappresenta lo stato in cui la donna porta nel grembo il frutto del concepimento.  Essa inizia con l’impianto dell’ovulo fecondato nella mucosa uterina e termina con il parto. Durante questo periodo, che dura circa 38 settimane, la donna è soggetta a importanti cambiamenti anatomo-funzionali tra cui l’aumento del metabolismo, l’aumento del peso corporeo di circa 10 kg, maggior produzione dell’insulina, variazioni del controllo urinario e cambiamenti gastrointestinali, aumento del volume ematico e aumento del lavoro cardiaco, aumento del della richiesta di ossigeno, alterazione del baricentro corporeo e ipotensione posturale che vanno tenuti in considerazione quando si allena una donna in dolce attesa. Per via della variabilità del sistema cardiovascolare durante gestazione è sconsigliato utilizzare la FC come parametro di riferimento per l’intensità dell’allenamento. L’American College of Sport Medicine consiglia di utilizzare come parametro di valutazione la scala di Borg 6-20 conosciuta anche come scala RPE (valutazione dello sforzo percepito).

Allenarsi in gravidanza


Se la cliente in gravidanza è in buona salute, a prescindere dagli attrezzi di Functional Training che si hanno a disposizione, è importante impostare l’attività a intensità moderata. Generalmente nel primo trimestre l’allenamento può rimanere invariato ma già dal 2° trimestre è bene evitare esercizi per il core in posizione supina, esercizi in posizione prona, esercizi con il sovraccarico importante in posizione overhead. Nei corsi di gruppo eseguire gli esercizi a basso impatto cardiovascolare evitando gli esercizi in cui la visione degli attrezzi non è consentita per via dell’ingombro della pancia. Gli esercizi di Primitive Functional Movement® sono ideali per una donna in attesa a patto che siano di mobilità articolare o di carico a basso impatto.

allenamento funzionale in gravidanza

Allenamento funzionale dopo il parto

Premettendo e ribadendo che è fondamentale per un Trainer, al fine di tutelare sé stesso e la cliente, interfacciarsi periodicamente con il ginecologo, possiamo affermare che in una valutazione iniziale è bene sapere il più possibile in merito alla gestazione. Ciò che è da evitare è proprio una denuncia nel caso in cui si possa verificare un aborto o un parto pre-termine (prima delle 37 settimane). Si tratta di casi eccezionali che si possono evidenziare dalla presenza di alcuni sintomi e segni da tenere monitorati, e dunque da evitare il proseguimento dell’allenamento per un periodo dovuto, o il calibrare nuove sessioni allenanti. Uno dei parametri da tenere in considerazione spesso, è la Pressione Arteriosa. L’ipertensione gestazionale, presente soprattutto nella seconda metà della gravidanza (dal 4°-5° mese circa), può essere uno dei fattori che porta a una complicanza, la pre-eclampsia (gestosi). Nella prima metà della gravidanza, contrariamente, la pressione arteriosa è spesso bassa, ovvero ipotensione dovuta da una fisiologica vasodilatazione, che dà anche stanchezza ed astenia (mancanza di forze). Durante la sessione allenante è dunque importante domandare frequentemente alla cliente “come sta” e spronarla a fare, perché tenderà a prendersi molti momenti di pausa. Nell’anamnesi è bene tenere in conto alcune informazioni specifiche pertinenti ogni fase della gravidanza e del post-parto. La parte anamnestica e valutativa deve andare di pari passo con quella che è la cartella clinica rilasciata dal ginecologo, osservando in primis che non ci sono complicazioni o patologie in essere.Il recupero della forma psico-fisica post parto richiede tempo e pazienza. Se il parto è avvenuto in maniera naturale è necessario attendere due settimane prima di riprendere l’attività, se invece è stato eseguito un parto cesareo l’interruzione dell’allenamento può richiedere anche un mese. In questa fase, sebbene le richieste del target femminile siano quelle di dimagrire e ripristinare il tono addominale, il Trainer di Woman Functional Training® deve concentrarsi sul ripristino della funzionalità e tono del pavimento pelvico, utile anche nel caso dell’incontinenza urinaria che colpisce una percentuale di gravide dal 23 al 50%. Per risolvere questa problematica, e altre annesse ai supporti pelvici, bisogna utilizzare gli esercizi specifici del Primitive Functional Movement, con la Swiss Ball e il Flying Suspension Training. Per quanto riguarda invece il lavoro cardiovascolare è bene aumentarlo gradualmente in quanto il pavimento pelvico e l’area centrale del Core sono in fase riabilitativa.

Allattamento ed esercizio

Premesso che l’esercizio fisico non diminuisce la fornitura di produzione di latte materno, è importante che il Trainer di Allenamento Funzionale Femminile sappia che l’acido lattico prodotto durante l’attività fisica intensa può influenzare il gusto del latte, per tanto i bambini delle neomamme sportive possono rifiutare il latte post-esercizio. Per questa ragione, sebbene l’acido lattico non sia dannoso o tossico per il bambino, si consiglia di svolgere allenamento a media intensità o semplicemente allattare prima del training. L’allenamento funzionale svolto con criterio apporta benefici sia al bambino che alla mamma proteggendo la salute degli entrambi. 

 

Emozioni Post-Parto

Spesso il Trainer di Allenamento Funzionale Femminile si trova gestire non solo il programma di allenamento della neomamma ma anche il suo stato di instabilità emotiva denominato “baby blues”, ovvero quell’insieme di emozioni transitorie che affliggono moltissime donne post-parto. La donna in seguito al lieto evento può iniziare ad avvertire ansia, tristezza, inadeguatezza che non vanno confusi con la depressione post-partum che riguarda invece solo 1 donna su 10. Tratti caratteristici del “baby blues” sono il pianto senza ragione, irritazione nei confronti del neonato, del marito ma anche del Trainer, difficoltà a prendere sonno e concentrarsi durante l’allenamento. In questa fase è bene essere comprensivi, rassicurare la cliente e indirizzare il suo focus verso il risultato che si vuole ottenere insieme, senza sosta ma anche senza fretta. Infatti è bene ricordare che questo periodo non è di massima performance e pressione ma innanzitutto di benessere e salute della mamma e del suo bambino.

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